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    Massimilla: «Città di Castello va difesa da tutti. La politica smetta di parlare solo di Dante e Sogepu»

    09/07/20265 Mins Read
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    Dalla sanità ai rifiuti, passando per la Regione, il futuro del centrosinistra e la ricandidatura del sindaco Luca Secondi. Il segretario del PSI di Città di Castello, Tommaso Massimilla, è stato ospite di In Primo Piano per una lunga intervista in cui ha affrontato senza giri di parole i temi che stanno animando il dibattito politico cittadino. Ne emerge una linea chiara: per i Socialisti viene prima la difesa del territorio, anche quando questo significa criticare gli alleati.

    Segretario, negli ultimi mesi è stato particolarmente critico nei confronti della Giunta Proietti. Perché?

    «Perché credo che Città di Castello debba essere trattata per quello che rappresenta. Siamo la quarta città dell’Umbria e troppo spesso ho la sensazione che, a Perugia come a Roma, ci si dimentichi del peso che ha il nostro territorio. Però voglio chiarire una cosa: non sono stato critico solo con la Regione. Quando ritengo che il territorio non venga difeso intervengo, indipendentemente da chi governa. È la linea che il PSI ha deciso di seguire.»

    Lei parla spesso di difesa del territorio. Da dove bisogna partire?

    «Dai problemi reali delle persone. Oggi la politica rischia di concentrarsi quasi esclusivamente su due questioni, la Dante Alighieri e Sogepu, che sono sicuramente importanti, ma non possono diventare gli unici temi di discussione. Ci sono cittadini che chiedono una sanità efficiente, infrastrutture adeguate e servizi che funzionino. È lì che dobbiamo concentrare le energie.»

    Uno dei temi che ha sollevato riguarda proprio l’ospedale.

    «Sì, perché gli investimenti sulle strutture servono, ma da soli non bastano. Se mancano medici e infermieri diventa difficile garantire i servizi. Ho posto il problema del reparto di Ostetricia e Ginecologia perché i numeri parlano chiaro: Città di Castello supera le 500 nascite l’anno e continua a non avere un primario stabile. È una domanda che ho rivolto alla Regione e alla quale mi auguro venga data una risposta.»

    Anche il tema dei Vigili del Fuoco rientra tra le vostre priorità.

    «Assolutamente sì. Il comando di Città di Castello copre un territorio enorme, nove comuni, decine di chilometri di E45 e numerose aree industriali. È evidente che servono uomini e mezzi adeguati. Difendere il territorio significa anche garantire sicurezza.»

    Sulla Ferrovia Centrale Umbra, invece, lei ha invitato tutti ad andare oltre la polemica.

    «Ho sentito parlare molto dei 55 milioni di euro e del rischio di perderli. Benissimo che siano arrivati, ma la domanda vera è un’altra: una volta ammodernata la linea, come la utilizziamo? Come colleghiamo la ferrovia con la sanità, con i servizi, con lo sviluppo del territorio? Se ci fermiamo agli annunci perdiamo di vista l’obiettivo.»

    Nel centrosinistra, però, non tutto sembra sereno. Il PD appare attraversato da sensibilità diverse.

    «È una situazione evidente. Sul dimensionamento scolastico, ad esempio, abbiamo visto posizioni differenti tra il livello regionale e quello cittadino. Noi continuiamo a pensare che la priorità debba essere la tutela di Città di Castello e degli studenti. Le dinamiche interne agli altri partiti spettano a loro, ma è chiaro che incidono sul quadro politico.»

    Quanto pesa, oggi, la scelta che dovrà fare il sindaco Luca Secondi?

    «Pesa molto. È normale che sia così. Secondi è al primo mandato e, se deciderà di ricandidarsi, il PSI è pronto a sostenerlo. Ma questa scelta deve arrivare in tempi ragionevoli. Finché il nodo resta aperto è inevitabile che ogni giorno nascano ipotesi, indiscrezioni e possibili candidati. Per costruire una coalizione servono un programma, un candidato e tempi certi.»

    Il PSI continuerà a chiedere un centrosinistra riformista?

    «Sì, perché noi siamo una forza di sinistra, ma crediamo che serva una sinistra capace di governare e di riformare. Quando critico la Regione non lo faccio per spirito di polemica, ma perché vedo troppo spesso prevalere un approccio ideologico rispetto a quello pragmatico.»

    Il piano regionale dei rifiuti è uno degli esempi?

    «Esattamente. Va bene investire sulle rinnovabili, ma servono anche soluzioni concrete per lo smaltimento dei rifiuti. Le discariche sono quasi sature e il rischio è che tutto questo si traduca in un aumento della Tari per cittadini e imprese. È un problema che riguarda tutta l’Umbria, non solo Città di Castello.»

    E sulla società unica dei rifiuti?

    «Può essere una strada, ma va costruita con attenzione. Bisogna evitare che l’Umbria perda il controllo della gestione e finisca nelle mani di grandi gruppi esterni. Prima di tutto bisogna tutelare gli interessi del territorio.»

    Altro tema destinato a far discutere è la riforma della sanità. Qual è la vostra posizione?

    «Io sono favorevole a un’azienda ospedaliera unica regionale, mantenendo però due Asl territoriali. Gli ospedali devono essere coordinati in modo unitario, mentre le Asl devono continuare a gestire la medicina territoriale, le Case di Comunità e tutti quei servizi di prossimità che saranno sempre più importanti.»

    Guardando alle amministrative del 2027, il cosiddetto campo largo è una prospettiva percorribile?

    «Ad oggi la vedo complicata. Tra PSI e Castello Cambia esistono differenze profonde sia politiche sia culturali. Non dico che sia impossibile trovare punti di incontro, perché in politica mai dire mai, ma oggi le distanze sono oggettive.»

    Esiste davvero l’ipotesi di un PSI che possa correre da solo?

    «La considero l’ultima opzione, ma non la escludo. Se non dovessero esserci le condizioni politiche e programmatiche per costruire una coalizione credibile, il PSI farà le proprie valutazioni. Una cosa però è certa: continueremo a mettere Città di Castello davanti a tutto. Le alleanze vengono dopo. Prima vengono gli interessi del territorio e dei cittadini.»

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