Il 25 settembre, sul tavolo della bocciofila, c’erano i libri contabili aperti. Accanto sedevano l’avvocato e il commercialista. Davanti, 31 soci. «Per una società di bocce sono tanti», dice Paolo Bettacchioli, «c’è chi non viene mai, per l’età o perché non gli piace discutere». Quella sera hanno votato tutti la stessa cosa: chiudere. Sei mesi prima avevano festeggiato i cinquant’anni. Oggi Bettacchioli è l’ultimo presidente della Società bocciofila di Città di Castello e, per legge, anche il liquidatore. Lo abbiamo incontrato a In Primo Piano. Non ha usato giri di parole. Paolo, io uso un termine forte: vi hanno costretti…
